Primi e secondi, carne o pesce, in Romagna i piatti tipici sono molti, vediamo i principali

Il cibo è una di quelle cose che contraddistingue e rende unica l’Italia in tutto il mondo con specialità che variano di regione in regione; tra queste un ruolo da assoluta protagonista ce l’ha sicuramente la Romagna con specialità e piatti tipici che rendono la cucina romagnola tra le prime in Italia (e nel mondo).
I piatti tipici romagnoli sono tanti e vari in un perfetto mix tra i numerosi prodotti che il territorio offre. Vediamo nel dettaglio i principali piatti tipici della cucina romagnola.

I PRIMI

Chi ben comincia è a metà dell’opera. Potrebbe essere questo il proverbio che meglio si addice alla cucina romagnola con i primi che sono il piatto forte della tavola, il modo migliore per iniziare un pranzo o una cena, che sia a casa o al ristorante.
Assoluta protagonista per quanto riguarda i primi è la pasta fresca, preparata con la caratteristica sfoglia fatta con farina e uova e tirata dalla zdora (signora di casa) con il mattarello sul tagliere. Dalla sfoglia derivano poi i vari tipi di pasta abbinabili ai sughi: tagliatelle in primis, ma anche cappelletti e maltagliati ad esempio, mentre gli strozzapreti (altra pasta tipica) sono fatti con acqua, farina e sale.
L’abbinamento più comune per le tagliatelle è con il ragù di carne, un piatto che è ormai il simbolo; il ragù si accompagna bene anche con gli strozzapreti o i cappelletti, anche se il modo più comune in cui si trovano i cappelletti a tavola è in brodo (di carne).
Non solo carne però per la cucina romagnola e anche nei primi piatti diventa protagonista il pesce. Tra i piatti tipici più comuni troviamo sicuramente gli spaghetti con le vongole (poveracce in una espressione che deriva dal dialetto), ma anche i tagliolini (tagliatelle più strette) allo scoglio, ovvero con i frutti di mare, o la pasta corta con gamberi e zucchine.

I SECONDI

Dopo un primo piatto romagnolo di potrebbe passare tranquillamente al caffè, sia per la qualità di quanto mangiato che per le quantità tipiche della zona. Ma in questo modo si perderebbe il gusto di assaggiare i secondi piatti tipici romagnoli, e sarebbe un vero peccato.
Dunque non fatevi ingolosire e lasciate un po’ di spazio per proseguire il vostro pasto con un secondo di carne o di pesce. Per la carne quando di dice Romagna si dice grigliata, ovvero salsicce di maiale, costarelle, braciole, cotte rigorosamente sul barbeque; le carni romagnola tipiche sono quelle di mora romagnola, un suino caratteristico per la sua pelle scura e per la qualità dei prodotti che ne derivano. Altro piatto di carne caratteristico è il coniglio arrosto o in porchetta che lo si accompagna con patate arrosto e verdure gratinate (al gratìn).
Passando al pesce non cambia la modalità di cottura, ed è sempre la griglia la preferita in Romagna. Il pesce tipico dell’Adriatico viene prima impanato con pan grattato, olio e prezzemolo (ed aglio se lo si desidera) e poi appunto grigliato donandogli un sapore davvero unico.
Sempre grigliati, ma tradizionalmente da soli e nel tipico bastoncino di legno, sono gli spiedini di pesce, soprattutto gamberi, sardoncini e calamari. Vengono invece preparati al forno, in varie modalità e condimenti, branzini, code di rospo, orate, soasi.

PIADA E CASSONI

Non è un primo, né un secondo né un contorno, ma in Romagna è semplicemente tutto, ovvero la piada. La piadina romagnola non è propriamente un piatto tipico ma a Rimini e dintorni la si trova ovunque, accompagna o sostituisce ogni pasto, liscia o farcita.
La caratteristica piada è fatta con farina, lievito, strutto olio e sale ed ha ottenuto qualche tempo fa l’Indicazione Geografica Protetta (IGP) e in questa modalità può essere fatta solo in Romagna. Può accompagnare i pasti come sostituto del pane o può essere semplicemente per pranzo, cena, spuntino farcita nelle più diverse modalità a partire dalla classica prosciutto crudo, squaqquerone e rucola, ma anche cotto e mozzarella, la tipica sardoni cipolla e insalata, o anche nelle versione dolce con la Nutella ma non ci sono limiti alla fantasia e dentro la piadina si può mettere tutto.
Capitolo a parte meritano i cassoni (o cascioni) variante della piada che si differenziano in quanto chiusi. Anche in questo caso le farciture sono le più svariate: rosso (mozzarella e pomodoro), verde (con le erbe), salsiccia e patate, cotto mozzarella e funghi solo per citare i più comuni.

DOLCI

Non sono forse un vero punto di forza della Romagna i dolci ma sicuramente non mancano a fine pasto idee e proposte per concludere in bellezza. Risponde alla parola d’ordine semplicità la ciambella, dolce tradizionale sicuramente non troppo complicato né nella preparazione che nella presentazione ma assai gustosa.
Si presenta come una grande pagnotta non troppo alta e oltre che a colazione e merenda la si può mangiare appunto a fine pasto, magari accompagnata o addirittura bagnata in un buon calice di vino locale (Albana dolce e Cagnina i più famosi).
Non propriamente ed esclusivamente tipico della Romagna ma molto presente sulle tavole è il dolce al mascarpone (o tisamisù) fatto in una delle sue ricette con appunto il mascarpone, uova, zucchero, biscotti bagnati nel caffè, cioccolato in polvere.
Ai piatti e prodotti tipici romagnoli sono dedicata anche numerose sagre ed eventi: guarda quali

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